Non molti anni fa molte persone avevano sentito nominare il THC, un elemento psicoattivo della cannabis, solo quando si trattava di marijuana. La sostanza che ti ha dato allucinazioni e spinto a fare cose folli e che ti ha fatto sembrare un tipo strano. Quali elementi erano inclusi nella pianta? La gente non badava nemmeno alle sostanze incluse: solamente il nome “THC” bastava a inserire la pianta nella “Legge sull’oppio” per vietarne l’utilizzo. Fortunatamente esistono sempre i dissenzienti, persone dalla mentalità aperta che si sono impegnate nella ricerca delle altre sostanze nella pianta di cannabis. Fra gli elementi più stupefacenti c’è stato il CBD, un componente avente qualità davvero interessanti e particolari, che ha messo d’accordo gli scienziati.

I semi di CBD provengono da incroci prodotti allo scopo di realizzare la più alta percentuale di CBD dalla pianta. Dopo anni di tentativi, incrociando un numero sempre più elevato di piante con delle genetiche più poderose, i semi di CBD sono in grado, oggigiorno, di produrre sino al 15% di CBD. L’esito di queste sperimentazioni è che due specie di CBD hanno ottenuto dei semi differenti. Da una parte abbiamo dei semi CBD semplici; dall’altra semi CBD aventi un contenuto decisamente basso di THC.

I semi CBD che siamo in grado di offrire alla Cannabis Bakehouse presentano un elevato contenuto di CBD e, al contempo, un basso contenuto di THC. La percentuale di diverse specie è talmente contenuta che non vivrai sensazioni di sballo, né proverai disorientamento durante l’uso. Specie come Solomatic, Purplematic e Automatic, aventi THC allo 0,5% e CBD Automatic all’1%, offrono tutti i vantaggi di CBD, oltre che quelli di THC. I benefici sono concreti: basta pensare agli effetti analgesici e a quelli capaci di combattere lo stress.

Tantissimi consumatori di olio e prodotti CBD hanno testato i vantaggi e un numero sempre più crescente di persone impiega i semi di CBD per realizzare il noto olio. Bisogna dire che le leggi concernenti l’utilizzo (sono inclusi i semi di CBD) sono piuttosto fumose, in particolare per i coltivatori di piccole dimensioni che coltivano le cinque piante “tollerate”. Per questo motivo, ti consigliamo di fare molte ricerche e di non commettere l’errore di sottovalutare le legislazione al riguardo, per evitare di avere dei problemi con le autorità che non tengono molto ben in considerazione la coltivazione della cannabis. Anche la “Legge sull’oppio”, che dovrebbe essere un punto di riferimento affidabile, non è del tutto chiara. Per esempio si dice siano 3 i milligrammi massimi accettabili per litro, ma questo valore riguarda il sangue. La percentuale di TCH non dovrebbe superare lo 0,2%; tuttavia, per complicare le cose, non ogni agenzia rispetta queste norme e rispettano lo 0,05%. Una differenza sostanziale nel momento in cui si devono pagare le multe.

Lo ripetiamo per il bene del consumatore: è sempre meglio realizzare delle ricerche e informarsi nel migliore dei modi sulle normative e sulle leggi che interessano la produzione di piante di CBD. Ci teniamo infine a precisare che Cannabis Bakehouse non può essere in nessun modo ritenuta responsabile qualora, in una maniera o nell’altra, queste normative non dovessero venire rispettate.

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